Testimonianza di Fortuna E.

Pace a tutti mi chiamo Fortuna Esposito, sono nata nel 1958, ho perso i miei genitori all’età di sette anni. Ho vissuto con i miei nonni che mi hanno insegnato ad andare in chiesa seguendo l’idolatria, adorando e venerando statue, e facendo pellegrinaggi secondo la dottrina cattolica. Ero diventata una fanatica e a volte contraevo anche piccoli debiti per seguire idoli.

Divenuta maggiorenne, mi sono sposata e seguivo ancora con più convinzione l’idolatria credendo di essere nel giusto, quando un giorno, mia zia, mi parlò di un Gesù vivente, in questo modo iniziò ad invitarmi ad andare in una chiesa evangelica,  io educatamente ascoltavo e rispondevo sempre di si ma puntualmente no ci andavo mai. Pensavo: “ questo Dio che mi parla è anche il mio?”. Ma credendo di essere perfetta mi accontentavo di quello che ero. Nel giorno del 25 dicembre 1996 ovvero giorno di natale, ebbi un gran malore alla colecisti; piansi tutto il giorno ma mio marito faceva finta di niente perché per lui era un giorno sacro. Quando fu sera, venne a farmi visita mio fratello con la sua famiglia e vedendomi in quelle condizioni non esitò a portarmi in ospedale. Il mio caso era talmente disperato e triste, infatti, il dolore era talmente forte che non andava via. Così fui ricoverata in ospedale. La mia colecisti era in condizioni bruttissime aveva calcoli grandi come noci. La notte prima di essere operata feci un sogno. “Stavo in una grande piazza con tante persone seduta sdraiata e guardavo ciò che stava avvenendo, c’erano due strade la prima usciva un carro funebre tutto nero e buio mentre dall’altra strada usciva un carro funebre luminoso e con angeli laterali che suonavano e cantavano. La moltitudine di gente che guardava i due carri diede un voto al secondo carro.”

La mattina mi svegliai e dissi fra me e me: “ Che strano sogno”. Più tardi entrai in sala operatoria e mentre mi preparavano pensai al sogno. Quando mi svegliai, era il giorno dopo e vidi mio marito che era chino col capo sul letto, tenendomi la mano.  Mi tirai su la mano così lui mi guardò dicendo: “Ti sei svegliata?”, io risposi: “ perché, cosa è successo?” Durante l’intervento avevo avuto un arresto cardiaco, allora compresi che il sogno che avevo fatto era diretto a me. In quel momento, nella mia mente dissi: “Signore quando uscirò dall’ospedale ti prometto che verrò da te”. Ma la mia promessa andò nel dimenticatoio. Dopo alcune settimane, quando si faceva sera, e poggiavo la testa sul cuscino piangevo e sentivo una voce che mi diceva ”Vieni da me, me lo hai promesso!” così decisi di rispondere all’invito di mia zia recandomi nella chiesa evangelica, appena entrata, mi sono sentita avvolta da un abbraccio d’amore, sentii subito la vera presenza di Dio che entrava nel mio cuore, una presenza che prima di allora non avevo mai avvertito in nessun altra chiesa e in nessun pellegrinaggio che avevo fatto, insomma capii che avevo trovato la verità, quella verità che cercavo in vano, e così ho potuto ringraziare il mio Dio che mi ha assistito durante l’intervento chirurgico. Da quel giorno ho accettato Gesù nel mio cuore come personale Salvatore; Egli è tutto per me e so che se sarò fedele ed ubbidiente fino alla fine sarò con Lui nell’Eternità. Amen