Testimonianza di Anna F.

Nella mia vita quotidiana avevo una piccola lavanderia di riporto (senza lavatrice) nella quale lavoravo, inizialmente l’attività era produttiva, successivamente nelle vicinanze aprì un’ altra lavanderia con lavatrice e ciò causò un calo produttivo, al punto che io proposi a mio marito di chiudere, ma lui mi incoraggiò a non chiudere dicendomi che dovevamo continuare perché si era ricordato di un’ amico d’infanzia di nome Onofrio che aveva una lavanderia a Casalnuovo (NA) dove  poter rivolgersi e chiedere consigli su come risolvere il problema.
Così mio marito iniziò a contattare questo amico, siccome erano circa vent’ anni che non avevano  più  contatti ciò risultò vano al punto che mio marito smise di cercarlo, ed io ritornai sulla decisione di chiudere la lavanderia.
Dopo una settimana di indecisione se chiudere o meno, passò fuori dalla lavanderia un uomo a bordo di una macchina che incrociando lo sguardo con mio marito si fermò, scese dalla macchina riconobbe mio marito e finirono in un abbraccio, era Onofrio.
Mio marito gli raccontò subito del problema in cui ci trovavamo e che lo aveva cercato, Onofrio si mise a disposizione per aiutarci, dandoci preziosi consigli, l’invitammo la domenica successiva a pranzo a casa nostra, con immenso piacere accettarono  l’invito.
La domenica dell’invito era la seconda domenica  di maggio quindi la festa del Santo patrono, mi sentii imbarazzata dalla situazione, l’invito non potevo più rimandarlo, come anche alla processione non potevo mancare, decisi con mio marito che i due miei figli li avrei mandati a  casa di mia sorella già vestiti con l’abito tradizionale della processione. Giunta la domenica vennero a pranzo a casa, mia sorella mi riportò i bambini perché la prima parte della processione era finita, mostrai ad Angela la moglie di Onofrio l’abito religioso indossato dai miei figli con grande orgoglio, ma ella non mi contraccambiò come mi sarei aspettata. Verso le 17 del pomeriggio Onofrio  e la moglie si prepararono per andar via, mio marito chiese il perché di andare via così presto, ed Onofrio rispose che dovevano andare in chiesa così anch’egli decise di andare con loro pur non sapendo in quale chiesa si stessero dirigendo. Ne fui contenta di questa scelta così sarei stata libera di recarmi alla processione senza alcun ostacolo.
Rientrai verso mezzanotte e trovai mio marito ad aspettarmi ancora sveglio con occhi stupiti, e pieno di gioia nel volermi raccontare la bellissima esperienza che gli capitò quel pomeriggio.
Mi raccontò che mentre si trovava in macchina con questi amici rimase meravigliato dal fatto che trovandosi a passare davanti alla chiesa di S. Ciro non si fossero fermati e si era chiesto tra se e se il perché non si fossero fermati, così anche un po’ più avanti nei pressi di un’altra chiesa, del panico che aveva provato al punto tale che aveva deciso di buttarsi dall’auto ma che la forza di due grandi mani lo avevano trattenuto evitando che lui commettesse quel gesto. Si era trovato davanti alla chiesa evangelica di Portici, sommersa da tantissima gente, e di essere rimasto sorpreso dal modo in cui tutti si salutavano con grande armonia. Inoltre mi disse di essere rimasto sorpreso dalla funzione assistita al punto di essersi commosso..io nel frattempo gli raccontai che durante la processione dove mi ero recata la statua del Santo mi aveva creato un’ enorme fastidio. Da quella discussione in poi per tutta la settimana non facevo altro che pensarci e così maturava in me il forte desiderio e curiosità di assaporare la stessa esperienza di mio marito e cosa avesse di tanto speciale quella chiesa, tenendo per me questo desiderio senza raccontare niente a mio marito. Gli proposi di rinvitare Onofrio e la moglie a pranzo la domenica successiva e lui ne fu d’accordo. Nell’incontrarci sentii una forte gioia e commozione come da fratellanza, prima di pranzare facemmo anche la preghiera, giunta l’ora di andare in chiesa Onofrio e la moglie si preparavano ad andare via mio marito decise di aggregarsi a loro, sorprendendo tutti mi autoinvitai. Quando entrai in chiesa mi sentii toccata da tutto ciò che si svolgeva ricevendo grandi benedizioni, le mie ginocchia non potevano piegarsi perché avevo grandi problemi alla rotula, ma…ardevo nel volerlo fare, Angela mi continuava a dire che DIO poteva guarirmi, infatti dopo pochi giorni DIO compì il miracolo facendomi  inginocchiare per poter pregare, (Gloria a Dio). Grazie a DIO dopo la mia conversione la mia lavanderia cominciò a fruttare in modo sorprendente, grazie anche ai consigli e aiuti di Onofrio, nella mia lavanderia c’erano adesivi ovunque che dessero un messaggio di amore da parte di Cristo Gesù. Frequentavo  con assiduità i culti avevo sempre più sete della parola di Gesù, quando giungeva l’orario di andare ai culti non mi interessava del mio lavoro alla lavanderia, soprattutto dei culti alla tenda. Dopo tre mesi chiesi di scendere nelle acque battesimali, il pastore mi consigliò di aspettare un altro po’, e dopo sei mesi fui battezzata nello Spirito Santo. In quel periodo anche il mio quarto figlio all’ età di undici anni (Antonio) ricevette il battesimo nello Spirito Santo. L’ultima domenica prima dei battesimi mio marito testimoniò della sua conversione chiedendo di essere battezzato così dopo nove mesi io e mio marito siamo scesi nelle acque battesimali.
Così dal 1973 è iniziata la nostra conversione a Gesù, dopo pochi anni, Dio ci ha fatto grazia in particolare a mio marito di essere membro del consiglio di chiesa della comunità di portici, inoltre da quel momento io e mio marito insieme al pastore Sereno Salvatore (pastore della chiesa evangelica di portici) e sua moglie Lidia abbiamo sempre partecipato a tutti gli incontri e riunioni delle tende di evangelizzazioni, collaborando anche insieme alle altre comunità di zona. Ad oggi sono stata sottoposta a tre operazioni al ginocchio e grazie a Dio nonostante la mia età avanzata sono autonoma al cento per cento.
Successivamente, dopo la dipartita del Pastore Sereno, Dio ha provveduto per un’altro Pastore il Fratello “Mennella Raimondo” che, con l’aiuto del nostro Signore Gesù Cristo, sta continuando nel migliore dei modi l’opera di Evangelizzazione che gli è stata lasciata.
Nel frattempo dei cinque miei figli tre hanno accettato Dio come personale Salvatore e due hanno ricevuto il messaggio di salvezza, ma ancora non l’ hanno accettato. Ma io ho fede ed in riferimento alla promessa del Signore Gesù Cristo che nella sua parola dice: “Credi nel Signore Gesù Cristo e Sarai Salvato tu e la casa tua” Atti: 16:31.
A Dio sia la gloria!