Testimonianza di Aniello D.

Pace a tutti, mi chiamo Aniello Dorato ho 87 anni, frequento la Chiesa Cristiana Evangelica A.D.I di Torre del Greco e sono felice di poter raccontare la mia testimonianza e di quello che Cristo Gesù ha fatto nella mia vita.

Sono cresciuto in una famiglia onesta formata da 9 persone (7 figli) io ero il più grande tra i miei fratelli.Nel lontano 1935 all’età compresa tra i 13/14 anni ho dovuto abbandonare gli studi,perchè non bastavano i soldi,che guadagnava mio padre,per mantenere l’andazzo economico della mia famiglia;così sono andato a lavorare.

Erano tempi di miseria,l’Italia stava affrontando la crisi del dopoguerra e per questo c’erano grandi difficoltà economiche e soprattutto il lavoro scarseggiava.Poi scoppiò la seconda guerra mondiale in cui vi partecipai nel 1941,perchè raggiunsi l’età della maturità,ma ringrazio il Signore,perchè,conoscendo i disastri che la guerra ha provocato,mi trovo a raccontare questa testimonianza.

Io tra i miei fratelli,in particolare,avevo una sorella a cui ero molto legato;perchè mi colpiva il suo modo di essere semplice,umile ed era sempre pronta ad aiutarmi.A fine guerra nel 1945 all’età di 24 anni mi accadde un fatto che colpì la mia vita spirituale;vidi questa mia amata sorella ritornare a casa piangendo,ed io guardandola le chiesi il perchè del suo pianto e lei mi raccontò,che si era andata a confessare e il prete l’aveva offesa e trattata bruscamente.In quell’istante nacque in me un senso di vendetta e odio nei confronti dei preti e della chiesa cattolica a tal punto che mi dissi:”Io in una chiesa non entrerò mai più!”.

Nel 1955 all’età di 34 anni mi sposai con                          e ho dovuto aprire un’attività di lavanderia a Portici,una cittadina posta tra Napoli e Torre del Greco,ma avevo bisogno di pratica.Fù lì che mi ricordai di un vecchio amico,d’infanzia e gioventù,che lavorava come lavandaio da ben oltre 20 anni;che persi i contatti prima di sposarmi.

Ma gloria a Dio;il Signore conosce i Suoi,un giorno si fermò davanti al mio negozio un auto;io pensavo,che fosse qualche cliente,invece era proprio quel vecchio amico che non vedevo da anni.Appena lo vidi ci salutammo,ci abbracciammo e gli raccontai la mia condizione lavorativa.

Quando sentì il mio stato di lavoro subito si mise a disposizione e mi aiutava e consigliava su ciò che dovevo fare.

L’attività andava bene e ascoltando i consigli del mio amico non avevo problemi su come lavorare;ma un bel giorno una signora(anch’essa del mestiere)aprì sulla stessa strada una lavanderia e col passare dei giorni vidi,che le mie entrate economiche scarseggiavano.Con la concorrenza dell’altra lavanderia per me non c’era guadagno,perchè c’era una differenza,io non avevo la lavatrice;così mi ricordai di nuovo del mio amico e siccome lui abitava a Casalnuovo gli era difficile venire a Portici in giorni lavorativi.

Ricordo che in una domenica del 1973,a Portici si celebrava una festa patronale in cui tutta la cittadina si riuniva per celebrarla.In quel giorno telefonai a questo mio amico e lo invitai a pranzo,anche per riferirgli questo problema sul lavoro.

Arriva a casa ci salutiamo e ci sediamo a tavola per pranzare.Mentre stavamo pranzando si alzò e disse,che se ne doveva andare ed io lo pregai di rimanere ancora,ma lui insisteva che se ne doveva andare.A quel punto io mi incuriosii e gli domandai:”Dove devi andare,che è ancora presto?” e lui rispose::”Devo andare in chiesa” ed io dissi:”Allora vengo anche io!”.

In quel momento non mi resi conto di quello che avevo detto,ma non riuscivo a dirgli di no;così salimmo sull’auto e ci dirigemmo verso la chiesa.Io sudavo perchè,ricordandomi del rancore che avevo contro la chiesa,volevo buttarmi giù dall’auto,ma non riuscivo a farlo perchè avevo la sensazione che due mani mi tiravano le spalle contro il sedile dell’auto in modo da non farmi muovere.

Mentre viaggiavamo,io,che conoscevo Portici,notavo che questo mio amico passava oltre le chiese della cittadina e pensavo,perplesso,a quale fosse la sua chiesa;mentre stavamo viaggiando,da lontano vidi una folla numerosissima,che era ferma davanti ad un locale.

Io pensai a che cosa facevano tutte quelle persone riunite in uno stesso punto ed era proprio lì che il mio amico fermò la macchina e incuriosito notai,dall’insegna che c’era fuori, che era una chiesa evangelica.

Uscimmo dall’auto e vidi una parte della folla venire a salutare questo mio amico e mi colpì questa manifestazione di fratellanza e di rispetto;così entrai nel locale di culto.

Iniziò il culto e ascoltando le preghiere, le testimonianze, la predicazione della Parola, incominciai a piangere, ma mi accorgevo che non era un pianto di tristezza, ma era un pianto nuovo, che mi spinse a dimenticare i rancori che avevo portato nel cuore per lunghi anni e capii che in me stava cambiando qualcosa. Finito il culto tornammo a casa e raccontai di questa nuova esperienza a mia moglie, che non esitò ad ascoltarmi.

Da quel giorno mi accorgevo, che la mia vita non era più quella di prima; sentivo la presenza del Signore al mio fianco, vedevo la Sua benedizione sul lavoro, perchè il mio amico mi fece avere la lavatrice.

Passavano i giorni; però sentivo forte il bisogno di ritornare in quel locale e la domenica successiva con me venne anche mia moglie, che anch’essa fù toccata dalla Parola di Dio e vidi che anche lei aveva subito un cambiamento; così insieme (assetati della Parola e della benedizione di Dio) incominciammo ad andare in chiesa con più frequenza, anche nei giorni infrasettimanali, sia a Portici sia a Torre del Greco, per circa un anno.

In questo periodo di tempo notavo che la mia vita familiare migliorava di giorno in giorno:si pregava,l’amore cresceva di più,parlavamo di quello che il Signore faceva nella nostra vita;ma questo non era ancora tutto per me, perchè avvertivo nel mio cuore un forte desiderio di accettare Gesù come personale Salvatore.

In un culto, era il turno delle testimonianze, vidi mia moglie alzarsi e chiedere di fare il patto con il Signore, ma io non mi alzai; non sapevo il perchè e in seguito mi accorsi che il nemico dell’anima mia stava vincendo.

Andai avanti così per un periodo di tempo con la mente confusa e tormentata dai pensieri, ma Gloria a Dio!!! In un culto,mentre il pastore stava chiudendo le testimonianze mi alzai e chiesi anch’io di fare patto con il Signore; così il 4 Febbraio del 1974 scesi nelle acque battesimali insieme a mia moglie.

Da quel giorno il Signore non mi ha fatto mancare mai niente perchè è stato fedele con me,ma non solo Egli ha anche portato la salvezza sul resto della mia famiglia; non sono mancati i momenti difficili e l’unica cosa che voglio dire e che brucia nel mio cuore è che: “Il Signore conosce i Suoi!”.

A Dio voglio dare tutta la gloria e la mia ubbidienza da ora in eterno.